LE MIE NOTE PROGRAMMA ELETTORALE - MAURIZIO DINELLI ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI LUCCA 6/7 MAGGIO 2012
PROGRAMMA ELETTORALE DI MAURIZIO DINELLI
Lucca che vogliamo…
…una Lucca Migliore
Prolusione e approccio metodologico all’amministrare
Cultura come impegno a ricreare una comunità
La politica è fatta di tante, troppe parole e pochi fatti, per questo abbiamo elaborato, anche con l’aiuto di molti cittadini che ci hanno contattato una nostra sintetica proposta: creare una nuova cultura della vita come moralità delle relazioni ed etica della conoscenza e del lavoro. Uomini e donne possono costruire la loro vita solo attraverso la riconsiderazione delle potenzialità del territorio in cui vivono e l’immaginazione del futuro in cui crescere i propri figli.
Cultura, dunque, come attività che coinvolge la sfera intellettuale, etica, emotiva e professionale, prodotta in modo partecipato, attività nella quale si esplica la crescita dell’individuo come cittadino e come persona. E’ il motivo centrale nella nostra proposta. Non crediamo, ben inteso, che l’istituzione pubblica debba avere una sua “politica culturale”, in senso forte, debba cioè proporre una “visione culturale ufficiale”. Pensiamo invece che debba esprimere una cultura in grado di rappresentare un volano anche per lo sviluppo sociale ed economico. Investire in questo senso, per noi significa in primo luogo accompagnare le vocazioni identitarie di Lucca e sostenerle soprattutto nella loro proiezione innovativa.
Più che presentare soluzioni già fatte riteniamo, così, fondamentale stabilire delle regole guida della nostra azione:
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Programmazione aperta a una dimensione regionale, nazionale ed europea: una programmazione, cioè, che dovrà avvalersi della collaborazione di esperti, associazioni e cittadini che agiscano attraverso strumenti regolamentati di consultazione.
Cultura e culture
In questo quadro di riferimento unitario le varie iniziative devono trovare armonizzazione per superare ogni rischio di dispersione e far sì che Lucca a partire da questa visione culturale ampia - che investe la qualità della vita e la sua crescita economica e sociale - diventi una città europea e internazionale come merita. Non ci sembra giusto ragionare in termini di una cultura alta e una cultura bassa, vogliamo invece parlare di culture (con pari dignità), pensando a una convivenza di identità. Non è quindi in termini di multiculturalismo che l’amministrazione deve impegnarsi a valorizzare le specificità culturali di ciascuna comunità, ma deve piuttosto offrire strumenti precisi e mirati.
Cultura come salvaguardia del tessuto sociale
Per avere dei risultati dobbiamo riconoscere che la nostra prosperità è legata a quella del tessuto sociale all’interno del quale operiamo. Una città più attenta ai bisogni delle fasce più deboli che continui a promuovere e migliorare la qualità di vita dei cittadini favorisce lo sviluppo delle sue migliori energie. Una città sicura è un luogo in cui si vive meglio, dove si può girare liberi e tranquilli, dove si possono portare e lasciare i bambini all’aria aperta. Anche per questo riteniamo che la trattazione dei temi della sicurezza sia impossibile se non si tengono presenti i doveri degli individui verso la collettività. Contrastare i comportamenti illegali non significa stigmatizzare differenze etniche, economiche, culturali, ma vigilare affinché ogni donna e uomo rispetti le leggi della nostra comunità, e agisca nel rispetto dei suoi concittadini.
Cultura, scuola e formazione
Con una sensibilità che è mancata negli anni passati occorre considerare tutti i momenti della formazione (dai vari ordini di scuola alle esperienze universitarie e post universitarie) come produttori di cultura e quindi favorire sia la circolazione in città delle esperienze educative e di ricerca sia l’utilizzo da parte di tutti i cittadini di strumenti come biblioteche (si pensi alle pregevoli raccolte librarie di alcuni istituti superiori e alla nuova struttura dell’IMT) e sezioni museali.
Cultura e turismo
Nessun lucchese può volere Lucca come una città cartolina, come una città museo o come una qualsiasi anonima città turistica. Pensare che ci siano contraddizioni tra interventi per cittadini e interventi per turisti è sbagliato. Ciò comporta stimolare una proficua sinergia con il mondo del turismo, del commercio e dell’artigianato qualificato e riconoscere, valorizzare e far crescere competenze specifiche nella società lucchese con la partecipazione di esperti di livello nazionale e internazionale.
Cultura, lavoro e impresa
L’attuale situazione di mercato sta creando forti problemi produttivi alle aziende in conseguenza del calo della domanda interna ed estera. Presumibilmente con la modifica delle garanzie sul lavoro si creeranno esuberi specialmente nelle fasce dei cinquantenni; ciò darà luogo a elevati problemi individuali e sociali.
Il comune, per far fronte a questi problemi, dovrebbe costituire un gruppo di coordinamento con il mondo industriale (unione industriali) e del commercio (camera di commercio) per individuare attività e lavori per cui ci sarà certezza di assunzione. Il gruppo di coordinamento comunale si farà carico di individuare i formatori che devono essere di comprovata esperienza e di orientamento pratico per preparare forza lavoro pronta a essere inserita nell’attività richiesta.
Con lo stesso modello operativo si potrebbe sostenere l’innovazione di autonomi, artigiani e microimprese con ricadute future sul mondo del lavoro.
Cultura come politiche sociali e sanitarie
La sfida per il futuro delle politiche della salute è tutta nella capacità che avremo, ai diversi livelli, di sciogliere un nodo cruciale: come conciliare il binomio “universalità di accesso alle cure” e “sostenibilità del sistema”, mantenendo il dovuto ordine di priorità.
Vogliamo riappropriarci del sistema sanitario e far sì che possa essere più trasparente oltre che più efficace. Indicare standard per i servizi di emergenza per dare una reale copertura del territorio che vada di pari passo con la nuova realtà ospedaliera e la razionalizzazione del sistema. Pertanto si conferma il supporto per le categorie più deboli: le famiglie e i bambini, per i non auto-sufficienti e i disabili.
Vogliamo che l’area di Campo di Marte diventi la cittadella della salute, o meglio un campus socio-sanitario dove si erogano servizi a favore delle categorie più deboli.
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